Forse è anche per questo motivo che Scrivere di sè non è un libro pienamente riuscito. Come spesso accade quando si scava troppo a fondo in un'opera d'arte, il senso più autentico - ciò che quell'opera racconta a ciascuno di sé in modo diverso - va perso; a questo va aggiunto lo stile di Elena Loewenthal, spesso ripetitivo e verboso, una scasa sistematicità nell'esposizione e un campo estremamente limitato di analisi.
Alla fine le identità ebraiche allo specchio, come recita il sottotitolo, non sono che figure sbiadite, e si sta parlando di gente come Umberto Saba e Philip Roth...