Monday, May 7, 2012

I cinesi non muoiono mai - Riccardo Staglianò e Raffaele Oriani

More about I Cinesi non muoiono maiLa comunità cinese in Italia viene percepita come una delle più sconosciute, e per questo suscita diffidenza se non paura.
Questo saggio, dal taglio giornalistico, getta molta luce su questo mondo e sfata diversi miti, compreso quello legato all'apertura di Gomorra di Roberto Saviano... per chi lo ricorda.
Staglianò e Oriani hanno incontrato alcune comunità cinesi e si sono fatti raccontare l'arrivo in Italia, l'impegno nel lavoro, l'inserimento scolastico dei minori, il rapporto con la salute e la religione. 
In sottofondo c'è spesso l'atteggiamento degli italiani che, nelle zone in cui le comunità cinesi sono più numerose, qualche volta è improntato all'insofferenza, se non all'intolleranza.
Al termine del libro resta il desiderio di comprendere meglio alcune contraddizioni - come la dedizione al lavoro, corredata da terribili sacrifici, e lo sperpero del denaro nel gioco d'azzardo - ma anche il meccanismo di finanziamento reciproco che ha reso tanti cinesi degli imprenditori di successo.

Wednesday, May 2, 2012

Romanzo di una strage (2012)


Non era nelle mie intenzioni andare a vedere questo film. Temevo una delusione, anche sulla scia dei commenti, carpiti qua e là, di chi in questo "romanzo" compare come personaggio: Mario Calabresi e Adriano Sofri tra tutti.
E poi mi sembrava di avere letto abbastanza, di quegli anni. Non riuscivo a immaginare cosa avrebbe potuto aggiungere un film.
Nessuna ricostruzione potrà rendere giustizia della realtà, di come le cose sono andate veramente. C'è senz'altro il desiderio di Marco Tullio Giordana di evitare apologie e condanne, anche se Luigi Calabresi e Giuseppe Pinelli emergono come due quasi-eroi moderni, pur con i loro limiti; sappiamo cosa e successo e li osserviamo andare incontro al loro destino, come un romanzo del quale si conosce molto bene il finale.
Resta sullo sfondo il vero protagonista di quegli anni: la regia occulta che avrebbe orchestrato le stragi, armando le mani di chi materialmente ha collocato le bombe.

Monday, April 30, 2012

Washington Square - Henry James

More about Washington SquareI quattro personaggi principali di questo romanzo - Catherine, suo padre, sua zia e Morris - sembrano quattro persone completamente refrattarie a comprendere il punto di vista degli altri; per tutto il romanzo ognuno persegue i propri obiettivi, alcuni dei quali - se si pensa al padre e alla zia di Catherine - privi di ragionevolezza e buon senso.
Da Catherine, ragazza scipita e non proprio bella, ci si aspetta uno scarso senso pratico; infatti si innamora di un cialtrone a caccia di soldi. Meno comprensibile è la pazienza con la quale sopporta i due parenti, l'uno medico rinomato ma a corto di qualità umane, l'altra ottusa e impicciona.
Alla fine è Catherine a tenere testa a tutti: al padre non prometterà di non sposare Morris dopo la sua morte, rinunciando così a una fetta consistente di eredità; in quanto alla zia e a Morris stesso, fino all'ultima pagina si confermano due persone meschine e del tutto incapaci di comprendere la rettitudine e il senso dell'onore di Catherine.

Friday, April 27, 2012

Ragazzi che amano ragazzi - Piergiorgio Paterlini (WL)

More about Ragazzi che amano ragazzi. 1991-2011Di questo libro, la cui prima edizione è uscita nel 1991, Michele Serra ne ha scritto su la Repubblica del 12 aprile.
Oggi che i ventenni del libro hanno quarant'anni e passa, altri adolescenti gay vivono la stessa faticosissima paura di "dirlo"; e manifestare un'identità omosessuale, o comportamenti omosessuali, sembra ugualmente difficile e doloroso nonostante l'apparenza sociale abbia aperto, anche vistosamente, finestre e addirittura vetrine sui costumi gay, sull'estetica gay nonché sui consumi gay.
Sostiene l'autore che all'epoca dell'uscita del libro si viveva nell'attesa (non irragionevole) che quello e altri tabù, nel divenire vorticoso della società, si sarebbero prima o poi indeboliti. E scoprire che, a distanza di una generazione, le lettere che riceve dai nuovi lettori del suo libro ne parlano ancora come di esperienza lacerante e liberatoria, gli fa dire, amaramente, che molto poco è cambiato, in Italia, sul terreno della tolleranza e dell'intelligenza sessuale.

Wednesday, April 25, 2012

Virginia Woolf: il cinema e la letturatura

Questo articolo di Virginia Woolf del 1926, sembra scritto per chi diffida dei film tratti dai romanzi.
Il cinema è piombato sulla sua preda con estrema rapidità e, finora, si nutre perlopiù del corpo della sua sfortunata vittima. Ma i risultati sono disastrosi per entrambi. L'unione è innaturale. L'occhio e il cervello vengono brutalmente separati mentre invano provano a collaborare. L'occhio dice: "Ecco Anna Karenina". Una sensuale donna vestita di velluto nero e adornata da una collana di perle, viene verso di noi. Ma il cervello risponde: "Non è Anna Karenina più di quanto non sia la Regina Vittoria". Perché il cervello riconosce Anna quasi completamente attraverso il suo animo - il suo fascino, la sua passione, la sua disperazione. L'intera attenzione del cinema su questa donna è concentrata sui suoi denti, sulle sue perle e sul suo velluto.

Monday, April 23, 2012

Ritratti del desiderio - Massimo Recalcati

More about Ritratti del desiderioI Ritratti del desiderio di Massimo Recalcati assomigliano tanto a una galleria di stereotipi, ciascuno dei quali ruota intorno a una declinazione del desiderio secondo la lettura ci è stata consegnata da Jacques Lacan.
Così abbiamo la donna che davanti a un armadio pieno di vestiti non sa cosa mettersi e incolla i suoi occhi bramosi alla vetrina dei negozi; il buon padre di famiglia stregato dalle parti anatomiche delle donne (ma non è il mostro di Firenze...); l'uomo che va a prostitute e chiede rapporti non protetti... il tutto condito da una densità irritante di punti esclamativi, come se Recalcati scoprisse l'acqua calda a ogni riga.
Anche dal punto di vista delle argomentazioni questo libro lascia molto a desiderare; in più di un ritratto Reclacati sembra quasi non sapere cosa scrivere. 
Forse se un libro non è necessario si può evitare di scriverlo (e di pubblicarlo). Io comunque vorrei indietro il Recalcati di Elogio dell'inconscio, al posto di questo divo della psicanalisi convinto di poter ormai scrivere qualsiasi cosa.

Saturday, April 21, 2012

Thursday, April 12, 2012

Piccole bugie tra amici (2012)


Piccole bugie tra amici ha tutta l'aria di essere il solito film sulla generazione dei 30/40enni, condannati a non crescere mai.
Il film si apre, infatti, con una notte brava di uno dei personaggi, che rientrando a casa all'alba finisce vittima di un incidente.
Le bugie dei suoi amici sono quelle di chi racconta agli altri - ma prima di tutto a se stesso - una storia diversa dalla realtà, non per cattiveria, ma solo perché così è più facile stare al mondo.
La prima incrinatura arriva all'inizio, quando tutti decidono di partire per le ferie lasciando l'amico da solo a Parigi, con la scusa che tanto è in terapia intensiva e quindi non potrebbero comunque stargli accanto in ospedale.
Le vacanza sono un succedersi di piccoli drammi destinati a precipitare sul finale, quando però si scade anche nel melodramma.

Storia della mia gente - Edoardo Nesi

More about Storia della mia genteSarò buona: scrivero ciò che questo libro non è.
Non è un romanzo; non è un'autobiografia; non è un reportage; non è la storia della famiglia Nesi; non è un'acuta analisi sulla condizione del tessile in Italia; non è un trattato di economia; non è la lettura critica del processo di globalizzazione; non è il racconto di come i cinesi hanno conquistato alcuni settori produttivi italiani; non è la presa di coscienza di un fallimento; non è il tentativo di comprendere motivi e conseguenze del declino di un intero apparato produttivo.
E allora che cos'è?
Appunto.
A questo libro manca praticamente tutto, a partire da un ingrediente basilare della scrittura: l'umiltà; ingrediente che si declina in quei momenti in cui ci si ferma e ci si chiede: ma davvero quello che sto scrivendo ha un senso?
Edoardo Nesi ritiene di essere sia un imprenditore che uno scrittore. 
E se non fosse nè l'uno nè l'altro?
E poi ci si può riferire alla propria figlia chiamandola la mia bambola?

Quasi amici (2012)


Si potrebbe liquidare come un film facile, dove imperversano i buoni sentimenti e dove il lieto fine è compreso nel costo del biglietto.
Ops, l'ho già scritto a proposito di Scialla!.
In Quasi amici ci sono però alcuni elementi problematici, come l'enorme ricchezza di Philippe, spesso irritante (anche se è vero che ci sono persone disposte a spendere con disinvoltura 41.500 euro per due macchie rosse su un foglio bianco, che hanno il jet privato e ingaggiano un'intera orchestra per suonare alla festa del proprio compleanno).
Quasi amici è un film riuscito, a costo però di essere un po' sopra le righe. In alcuni punti sfiora l'inverosimile, ma lo fa con grazia e si fa perdonare.
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